Slow Wine Fair 2024

Grande fermento all’apertura della terza edizione di Slow Wine Fair. Centrale il tema della sostenibilità, ripreso anche dal Presidente di Bologna Fiere Giampiero Calzolari, che ha definito la manifestazione una vetrina di qualità e sostenibilità. Ha colto anche l’occasione per confermare il perfezionamento del comparto fieristico e sottolineare la centralità logistica di Bologna come grande punto di forza anche a livello competitivo.

Il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida (in collegamento da Bruxelles) ha evidenziato come la qualità del Made in Italy permetta indiscutibilmente al nostro paese di primeggiare in ogni mercato, con orgoglio verso la nostra storia di contaminazioni culturali tra invasioni dal nord, occupazioni degli arabi dal sud, dai sistemi tradizionali dei monaci benedettini alle innovazioni di oggi. Il nostro obiettivo deve essere raggiungere una produzione adeguata di cibo senza rinunciare alla qualità e garantendo una certa redditività al produttore. Ci sono stati anche in passato diversi episodi di abbandono di territori una volta coltivati da parte di agricoltori, con conseguente desertificazione di intere zone. Parte delle concause di dissesto idrogeologico si possono trovare anche nella perduta manutenzione del territorio per abbandono da parte di e assenza di alcuni produttori.

Il vino si conferma sempre il gioiello di famiglia, elemento forte in termini di produzione ma anche di tutela dell’ambiente, un prodotto che va difeso e valorizzato, a partire dalla valorizzazione delle filiere, equità nella distribuzione, e ricordando anche una certa “morigerità” nel consumo di questo prodotto alcolico, con attenzione particolare all’elemento qualitativo.

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha esordito elogiando il popolo emiliano-romagnolo, in particolare i Romagnoli che si stanno risollevando e si sono già in parte risollevati in seguito alla recente alluvione, evento di portata mai registrata nella nostra storia (4,5 milioni di m3). Pur tuttavia, nonostante i 9 miliardi € di danni, il 2023 supererà con grande probabilità il record in export di 83 miliardi €. In un territorio con 50k ettari votati a produzione agroalimentare, 18k produttori, 30 produzioni di origine controllata, si conferma il valore straordinario del vino. Come Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’Emilia-Romagna la locomotiva del paese, è importante ricordare che se la locomotiva rallenta o si ferma, inevitabilmente ne risente l’economia intera. Per questo il contrasto al cambiamento climatico è più che necessario, ma serve una transizione ecologica che eviti di contrapporre l’ambiente al lavoro, soprattutto in questo momento difficile e particolare per i produttori biologici che vedono in calo l’acquisto dei prodotti Bio da parte dei consumatori. Del miliardo € di fondi PSR (programma sviluppo rurale), 200 milioni € saranno destinati alla produzione biologica diretta.

L’Assessore Scuola, educazione ambientale, agricoltura e agroalimentare del Comune di Bologna Daniele Ara ha sottolineato il dibattito importante sul tipo di agricoltura da adottare e sostenere in termini di modello di sviluppo agricolo. Serve una grande rivoluzione culturale che diventi anche economica, è importante riconoscere il valore delle scuole alimentari e dei giovani, che talvolta nel nostro Paese sembrano dare fastidio, ma che meritano una maggiore fiducia e coinvolgimento essendo il nostro futuro.

Brunella Saccone, (Dirigente dell’Ufficio Agroalimentare di ICE- Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) si concentra per professione sulla internazionalizzazione di alcune produzioni, diffondendo qualità e consentendo ad aziende di radicarsi e crescere anche nel mercato estero. Il suo ufficio spende ogni anno 45/47 milioni € per la promozione di prodotti italiani all’estero. Le sfide maggiori sono le crisi climatiche, ecologiche e la generale avversità da superare verso le bevande alcoliche. Ha elogiato la grande apertura internazionale delle fiere a Bologna, e la sicurezza dei produttori italiani nel non temere la concorrenza internazionale, bensì nel riconoscere l’importanza di costruire una rete tra produttori, buyers, distributori, consumatori. I principali consumatori di Biologico nel mercato estero sono USA, seguiti da UK e paesi scandinavi. Il Bio assume l’8% del peso sull’export 2023. Il trend che si evince è quello di una produzione più ridotta di vino, un consumo ridotto, ma l’aumento della tendenza a consumare biologico in maniera più rispettosa e gentile verso il terreno e le culture. “La gentilezza verso il proprio terreno e territorio e la propria cultura è la prima molla”.

Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio ha spiegato come il trend solitamente vedeva un aumento della produzione di Bio al centro e al sud e un aumento del consumo nelle regioni del nord. L’Emilia Romagna ha spezzato un po’ questo trend, investendo in una crescita importante della produzione Bio. Dobbiamo accelerare sul Green Deal e non rischiare di tornare indietro. Di fronte a un calo dei consumi Bio non si deve pensare di ridurre la produzione, bensì di incentivare i consumi. Tra gli obiettivi prefissati anche dal Governo erano previsti: l’impegno a ridurre l’utilizzo di pesticidi, ad aumentare le aree destinate alla biodiversità e raggiungere il 25% di superficie biologica nel 2030. Sebbene i primi due siano stati temporaneamente sospesi, quest’ultimo è rimasto un obiettivo concreto nella giusta direzione. In un mercato Export Bio in cui il vino incide per il 19%, è evidente che questo sia un punto di forza da considerare anche in futuro; serve dare forza a piccoli produttori, promuovere la biodiversità e diversificare le produzioni. Se l’agricoltura incontra problemi anche il vino non ne rimane esente; il cambiamento climatico sta impattando sulle produzioni, soprattutto per quanto riguarda i vini rossi. Il sistema vitivinicolo sta andando incontro a un cambiamento, con impianto di vigne in territori una volta non vocati alla loro coltivazione, mentre altri da sempre vocati a determinate coltivazioni rischiano di non garantire più la resa delle stesse.

Tema della sostenibilità e della centralità del suolo ripreso anche dalla Presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini: senza suolo fertile non può esserci agricoltura, quindi né cibo né vino. È importante riflettere sul terreno, il più grande serbatoio al mondo di carbonio. Non solo, in un contesto di vigna e microclima va a influire anche sull’importanza del paesaggio, a fronte di una tendenza alla cementificazione ormai quotidiana (16 ettari al giorno di terreno fertile viene perduto di fronte al cemento). Serve una legge che tuteli il suolo fertile. Ad oggi 92 sostanze tra pesticidi e chimici tendono ad essere utilizzate, portando a contaminazione del terreno prima ed eventualmente delle falde acquifere poi. Per quanto riguarda invece le numerose proteste degli agricoltori, bisogna riconoscere una narrazione surreale dei contadini contro l’ambiente (sono i primi a volerlo tutelare) che fa comodo a chi vende pesticidi a livello industriale. Alla base di queste proteste bisogna riconoscere decenni di politiche che non hanno considerato il lavoro dei contadini come lavoro di qualità, così come non può essere considerata di qualità una agricoltura che danneggia l’ambiente. Dobbiamo ricordare che ai più giovani e alle nuove generazioni consegneremo un ambiente degradato se faremo passi indietro. Bisogna cercare di lavorare con la natura, con sistemi che favoriscano l’ambiente ma anche la comunità, ricordando che il suolo è il primo strumento del viticoltore. È necessario inserire l’educazione alimentare nelle scuole, sia per tutelare la salute che per divulgare i processi di produzione, insegnando l’agri-cultura, portando a una certa “contadinizzazione” delle scuole. Più del 50% dei produttori presenti in fiera sono a regime Biologico o Biodinamico, quindi si tratta di un sistema possibile e quanto più mai urgente e inderogabile. Seguirà nelle prossime settimane una raccolta firme proprio per la proposta di inserire l’insegnamento di educazione alimentare nelle scuole. Bisogna infine valorizzare il lavoro del contadino, tutelando i prezzi delle materie prime, da decenni ingiusti e senza riconoscenza verso il valore del produttore.

“Abbiamo tutti fame e sete, soprattutto di futuro, brindiamo a Slow Wine Fair 2024”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *